Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/28

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dannosa per lei di quanto noi medici ammettiamo. Solo non capisco perchè lei, invece di cessare ex abrupto di fumare, non si sia piuttosto risolto di diminuire il numero delle sigarette che fuma. Si può fumare, ma non bisogna esagerare.

In verità, a forza di voler cessare del tutto dal fumare, all'eventualità di fumare di meno non avevo mai pensato. Ma venuto ora, quel consiglio non poteva che affievolire il mio proposito. Dissi una parola risoluta:

— Giacchè è deciso, lasci che tenti questa cura.

— Tentare? — e il dottore rise con aria di superiorità. — Una volta che lei vi si è accinto, la cura deve riuscire. Se Lei non vorrà usare della sua forza muscolare con la povera Giovanna, non potrà uscire di qua. Le formalità per liberarla durerebbero tanto che nel frattempo ella avrebbe dimenticato il suo vizio.

Ci trovavamo nell’appartamento che m’era destinato a cui eravamo giunti ritornando a pianoterra dopo di essere saliti al secondo piano.

— Vede? Quella porta sbarrata impedisce la comunicazione con l’altra parte del pianterreno dove si trova l’uscita. Neppure Giovanna ne ha le chiavi. Essa stessa per arrivare all’aperto deve salire al secondo piano ed ha solo lei le chiavi di quella porta che si è aperta per noi su quel pianerottolo. Del resto, al secondo piano c’è sempre sorveglianza. Non c’è male nevvero per una casa di salute destinata a bambini e puerpere?

E si mise a ridere, forse all’idea di avermi rinchiuso fra bambini.

Chiamò Giovanna e me la presentò. Era una piccola donnina di un’età che non si poteva precisare e che poteva variare fra’ quaranta e i sessant’anni. Aveva