Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/296

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giorno. Il pensiero di Carla era un altro, ma finiva con l’arrivare allo stesso risultato:

— La mia simpatia è per Rosina perchè altrimenti la canzonetta non meriterebbe di essere cantata, — essa diceva.

Avvenne qualche volta che Carla inconsapevolmente riaccendesse il mio amore per Augusta e il mio rimorso. Infatti ciò si avverò ogni qualvolta ella si permise dei movimenti offensivi contro la posizione tanto solidamente occupata da mia moglie. Era sempre vivo il suo desiderio di avermi tutto suo per una notte intera; mi confidò che le pareva che, per non avere mai dormito uno accanto all’altro, fossimo meno intimi. Volendo abituarmi ad essere più dolce con lei, non mi rifiutai risolutamente di compiacerla, ma quasi sempre pensai che non sarebbe stato possibile di fare una cosa simile a meno che non mi fossi rassegnato di trovare alla mattina Augusta ad una finestra donde m’avesse aspettato la notte intera. Eppoi, non sarebbe stato questo un nuovo tradimento a mia moglie? Talvolta, cioè quando correvo a Carla pieno di desiderio, mi sentivo propenso di accontentarla, ma subito dopo ne vedevo l’impossibilità e la sconvenienza. Ma così non si arrivò per lungo tempo nè ad eliminare la prospettiva della cosa nè a realizzarla. Apparentemente si era d’accordo: prima o poi avremmo passata una notte intera insieme. Intanto ora ce n’era la possibilità perchè io avevo indotto le Gerco di congedare quel’inquillini che tagliavano la loro casa in due parti, e Carla aveva finalmente la sua camera da letto.

Ora avvenne che poco dopo le nozze di Guido, mio suocero fu colto da quella crisi che doveva ucciderlo ed