Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/371

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dermi per la terza volta in quel giorno. Mi raccontò che in quella piccola barchetta si sarebbe trovato riunito l’ufficio intero perchè c’era anche Luciano. Guai per i nostri affari se fosse andata a picco! M’aveva detto che c’era anche Luciano, certo per darmi la prova dell’innocenza del ritrovo. Poi chiacchierò ancora volubilmente, dapprima dicendomi ch’era la prima volta che andava con Guido a pesca eppoi confessando ch’era la seconda. S’era lasciato sfuggire che non le dispiaceva di star seduta «a pagliolo» in una barchetta e a me era sembrato strano ch’essa conoscesse quel termine. Così dovette confessarmi di averlo appreso la prima volta ch’era stata a pesca con Guido.

— Quel giorno — aggiunse per rivelare la completa innocenza di quella prima gita — andammo alla pesca degli sgombri e non delle orate. Di mattina.

Peccato che non abbia avuto il tempo di farla chiacchierare di più, perchè avrei potuto sapere tutto quello che m’importava, ma dall’oscurità della Sacchetta uscì e s’approssimò a noi rapidamente la barchetta di Guido. Io ero sempre in dubbio: Dal momento che c’era Carmen, non avrei dovuto allontanarmi? Forse Guido non aveva neppur avuto l’intenzione d’invitarci ambedue perchè io ricordavo di aver quasi rifiutato il suo invito. Intanto la barchetta approdò e, giovanilmente sicura anche nell’oscurità, Carmen vi scese trascurando di appoggiarsi alla mano che Luciano le aveva offerta. Poichè esitavo, Guido urlò:

— Non farci perder tempo!

Con un balzo fui anch’io nella barchetta. Il balzo mio era quasi involontario: un prodotto dell’urlo di Guido. Guardavo con grande desiderio la terra, ma bastò