Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/40

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so le sposta, ma in quel momento io guardavo ogni cantuccio per vedere se vi era nascosto il piccolo, elegante corpo del dottor Muli.

Da mia moglie ebbi una buona notizia. Ritornando dalla casa di salute s’era imbattuta nel figlio dell’Olivi che le aveva raccontato che il vecchio stava molto meglio dopo aver presa una medicina prescrittagli da un suo nuovo medico.

Addormentandomi pensai di aver fatto bene di lasciare la casa di salute poichè avevo tutto il tempo per curarmi lentamente. Anche mio figlio che dormiva nella stanza vicina non s’apprestava certamente ancora a giudicarmi o ad imitarmi. Assolutamente non v’era fretta.


4.


LA MORTE DI MIO PADRE


Il dottore è partito ed io davvero non so se la biografia di mio padre occorra. Se descrivessi troppo minuziosamente mio padre, potrebbe risultare che per avere la mia guarigione sarebbe stato necessario di analizzare lui dapprima e si arriverebbe così ad una rinunzia. Procedo con coraggio perchè so che se mio padre avesse avuto bisogno della stessa cura, ciò sarebbe stato per tutt’altra malattia della mia. Ad ogni modo, per non perdere tempo, dirò di lui solo quanto possa giovare a ravvivare il ricordo di me stesso.