Pagina:Tajani - Le Ferrovie.djvu/25

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I treni. — Chiamiamo treno l’insieme di una locomotiva e più veicoli che devono fare un percorso determinato fra più stazioni. Di solito i treni non trasportano che viaggiatori o merci e perciò si dividono nelle due categorie di treni viaggiatori e treni merci, i primi marcianti a velocità assai maggiore degli altri. I treni si dividono pure in diretti ed omnibus: si dà il primo nome ai treni che si fermano solamente in alcune stazioni importanti e nelle altre passano senza arrestarsi, il secondo a quelli che fermano in tutte le stazioni. Naturalmente, sopprimendo le fermate nelle stazioni secondarie, si risparmia gran tempo e si rende il viaggio più celere. Vi sono anche dei treni direttissimi che si fermano ancor meno dei diretti e dei treni accelerati, i quali rappresentano qualche cosa di intermedio fra i diretti e gli omnibus.

I treni si pongono in marcia tutte le 24 ore, secondo l’orario prestabilito, ma in occasioni straordinarie, quando si tratta di provvedere ad un bisogno che sorge improvviso e pel quale non bastano i treni previsti in orario, si ricorre a convogli speciali.

I treni hanno origine e termine in stazioni molto importanti, che generalmente sono stazioni estreme di una linea; perciò si dice che ogni linea ha i suoi treni. Ma perchè un viaggiatore che deve compiere un lungo viaggio non sia obbligato a fare lunghe fermate nelle stazioni capolinea, gli orari sono studiati in modo che fra i treni in arrivo di una linea e quelli in partenza per un’altra non vi sia grande intervallo di tempo. Ciò si dice fare i treni in coincidenza.

La velocità dei treni dai primi tempi delle ferrovie ad oggi è cresciuta di molto. Si tenga però presente che vi sono da considerare due velocità, quella di marcia e quella commerciale, nome che si dà alla velocità calcolata in base al tempo che il treno impiega per andare dalla stazione di partenza alla stazione di arrivo, fermate comprese. La velocità