Pagina:Tajani - Le Ferrovie.djvu/24

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

23


Una categoria di stazioni poco conosciuta, perchè posta fuori del contatto del pubblico è quella delle così dette stazioni di smistamento, le quali servono a raccogliere tutto il traffico di merci affluente in un grande nodo ferroviario, per poi ripartirlo nelle sue diverse direzioni. Queste stazioni sono generalmente costituite di quattro parti. Un primo grande fascio di binari è destinato a ricevere i treni man mano che arrivano dalle diverse linee. Un secondo fascio ha la funzione di separare i veicoli costituenti i vari treni arrivati in tanti gruppi quante sono le linee per le quali essi sono destinati. Un terzo fascio serve a porre in ordine i vari veicoli di un treno in maniera che si seguano, a cominciare dalla locomotiva, nello stesso ordine in cui si succedono le stazioni della linea e questo per render più sollecite le manovre che in ogni stazione van fatte per lasciare i carri ivi destinati.

Un quarto ed ultimo fascio raccoglie i treni così formati e li trattiene, in attesa che giunga l’ora della partenza.

La separazione dei veicoli si fa generalmente a gravità. Il binario centrale del fascio, al quale fanno capo tutti gli altri, si dispone a schiena d’asino, in modo cioè che da un lato presenti una pendenza molto sentita, dall’alto della quale si abbandonano ad uno ad uno i carri, sui quali preventivamente è stato scritto col gesso, per norma dei deviatori, il numero del binario dove deve andare a fermarsi. Così il carro va da sè al suo posto e se tarda ad arrestarsi o corre con tale velocità da far temere che urti troppo violentemente contro gli altri veicoli fermi, viene frenato per mezzo di staffe metalliche poste sul binario, che abbracciano le ruote e le fermano.

In queste grandi stazioni di smistamento, di cui Milano ci dà l’esempio con la stazione del Sempione, giungono più migliaia di carri al giorno e vengono rapidamente selezionati e rimessi in cammino.