Pagina:Tarchetti - Paolina, 1875.djvu/110

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— E non potrei parlargli qui al marchese? disse la giovine esitando.

— Egli ha cessato affatto di venirvi: non vi ho detto che è oggi un altr’uomo? che la sue abitudini sono del tutto mutate? Ma mia cara, voi siete sospettosa all’eccesso; credete che la vostra diffidenza sia una buona ragione per animarlo a questo tentativo?

Paolina stette un istante silenziosa; pensò che l’interessamento del marchese poteva essere sincero, per quanto le paresse straordinario: poi la speranza le dipinse un mondo meraviglioso, l’amore lo vestiva di tutto il bello fantastico: Marianna, Luigi, degli affetti, una famiglia, il paradiso della vita domestica — questo baleno di felicità accrebbe a dismisura il suo coraggio, e stringendo le mani della signora tra le sue: io vi andrò subito domani: oh madama quanto vi devo essere riconoscente!

E al domani ella s’avviava tacitamente al palazzo del marchese, e con molte speranze, nel cuore, ma nell’atteggiamento della vittima che sale le scale del patibolo.

L’avvenimento della lontananza del marchese accennata dalla signora Gioconda a Paolina, non era già un pretesto per giustificarne l’inazione fino a quel tempo, ma sappiamo