Pagina:Tarchetti - Paolina, 1875.djvu/137

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paolina. 137


— Or via non incominciate a guaire, disse il marchese, sapeva ben io che avreste fatto queste scene, ma le sono lacrime sciupate, e se credete impietosirmi v’ingannate a dovere, perchè non vi farò alcuna cosa di male: v’insegnerò a vivere, io, a guadagnarvi il vostro pane.... Non vi ho forse offerto mille franchi al mese? avete rifiutato? sta bene.... Ho dovuto usare un inganno, e ne piangete, ora dovrò anche usare una violenza, pensate a quello che fate, siete voi che mi trascinerete a questo passo.

— Oh no, io griderò, io invocherò soccorso, io dimanderò aiuto, disse Paolina colla voce rotta dal singulto; le mie grida saranno ascoltate.

— Nulla di più inutile, rispose freddamente il marchese: quand’anche la vostra voce, che è così gentile, avesse cento volte il vigore della mia, non sarebbe sentita più che nol potrebbe il ronzio di un moscherino: queste venti camere che ci circondano sono tutte disabitate, e poi.... io ho preso bene le mie precauzioni; voi siete entrata non vista, e ne uscirete non vista, e sapete ora voi dove vi trovate? Mi sono io tolto la maschera? conosce qualcuno chi si nascondesse sotto questo domino bianco? Non mi fate il torto di attribuirmi l’ingenuità d’un collegiale, non ostante la mia conversione.

Paolina non rispose che con singhiozzi strazianti che le toglievano il respiro e la voce.

Dopo un istante di silenzio: «io vi offro ancora un partito, continuò il marchese, dando alla sua voce una modulazione meno risoluta — rinunciate per sempre a quel gio-