Pagina:Tarchetti - Paolina, 1875.djvu/192

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192 la fava bianca e la fava nera


di tempo che ci rimangono. Ciò che non so capire è come quel nostro Bartolami....

E finì la frase crollando la testa, e sorridendo con aria d’uomo che non sappia bensì trovare la soluzione d’un quesito, ma che ne sia soddisfatto.

La chiave dell’enimma ch’egli non sapeva risolvere era questa:

Il signor Bartolami aveva avuto quella torta in dono da un applicato che aspirava, colla sua mediazione, al posto di segretario, e a cui era stata regalata dai parenti d’una fanciulla che gli si voleva dare in moglie e fargli credere più ricca di quanto non fosse. Se egli si era risoluto a mandarla al signor Paoli, lo aveva fatto per assicurarsi la sua raccomandazione presso il segretario generale di cui godeva tutto il favore nell’occasione in cui avrebbe chiesto il suo ritiro.

Così quella torta corrompitrice aveva già servito a tre scopi prima d’esser origine dei tragici avvenimenti che stiamo per raccontare.