Pagina:Tarchetti - Paolina, 1875.djvu/191

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la fava bianca e la fava nera 191


— Ma.... disse la ragazza, se si conosce in qual fetta è nascosta la fava, nel servire si può darla a chi si vuole.

— Oh! in quanto a questo, rispose suo padre, si fa conto di non saperlo (e guardò sua moglie sorridendo a fior di labbra). Vorresti forse esser tu la regina? Nessuna preferenza.... a chi tocca, tocca. Eppoi, continuò egli, la maggior parte delle volte, non v’è che il segnale d’una fava sola. Qui per esempio.... (e tornò ad esaminar l’orlo della torta), qui non v’è altro segno che quello della fava bianca; la fava nera..., veramente non v’è mezzo di scoprirla; deve trovarsi in una delle fette coperte di cioccolatte; ma ve ne sono parecchie.... me ne dispiace.... avrei voluto.... Faustina, va a veder l’ora alla pendola.

Avrei voluto farla capitare al dottor Bognoli, continuò egli rivolgendosi a sua moglie. Cosa te ne pare, Angelica? Quell’uomo ha delle idee su nostra figlia; e colla sua posizione, col suo talento....

— Potremo però invitarlo.

— Diamine! Non occorre parlarne. E bisognerà fare le cose per bene. Penseremo ai giuochi. Ci vorrà un po’di latte e miele coi cialdoni, è indispensabile. La nostra Faustina sarà proprio una regina. Inviteremo quel caro Teodoro.

— Come vuoi. Ma quell’uomo è una spugna, consuma una quantità di vino che è un orrore. Poi, credo ch’egli abbia ora con sè un nipote, un giovinetto malaticcio, venuto da Pavia, e non so se potrà lasciarlo solo.

— Basta, concluse il signor Paoli, ritirandosi colla scatola nel suo studio, combineremo tutto in questi due giorni