Pagina:Tarchetti - Paolina, 1875.djvu/65

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paolina. 65


— È vero disse il giovane, ma poichè essa era donna tanto severa, e parmi di ricordarlo, fu utile per voi che le esigenze del suo commercio la costringessero a vivere in Parigi.

— Non dite ciò, Luigi, voi non la vedeste che poche volte; essa mi fu più indulgente che una madre, nè la stessa ingratitudine potrebbe farmi dimenticare la sua bontà, e i numerosi sacrificî che ha compiuti per la mia fortuna.

Ma non riferiremo tutto intiero questo colloquio dei due giovani. — Un’ora dopo Luigi entrava in punta dei piedi nella sua soffitta, e accesa una candela di grasso, ne appressava la fiamma al volto pallido, ma tranquillo della Mineu. La giovinetta dormiva in un atteggiamento commovente: sporgeva dalla coltre la sua testa coperta da una cuffietta bianca a reticella, e una grossa treccia nera, discendendo per una guancia, rendeva stranamente vivo il distacco di quel viso bianco, irregolare, ma pur tanto piacevole. — Le punte delle sue mani riunite, ed appressate alle labbra, facevano fede che la buona fanciulla si era addormentata pregando.

Luigi la contemplò lungamente con una espressione di tenerezza vivissima; poi rialzando la cortina, la lasciò ricadere dietro di sè, e si trovò isolato nella sua metà della soffitta.

Noi lo lasceremo dormire: sono così facili i sogni a quell’età, ed oh! come belli i sogni quando si ama!