Pagina:Targioni Tozzetti - Sopra alcune qualità della seta.djvu/14

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filo stesso per questo; le matasse poi sono lasciate in disordine disperse in forma di aggruppamenti o nodi inestricabili a prima vista, e involtati in una massa gommosa abbondantissima (fig. 3).

Ora senza entrare in troppi particolari notiamo che a parità di volume forse nessuna larva di quelle a noi note, ha un seritterio più grande e capace della larva del baco del gelso o baco comune, che dà il bozzolo più ricco di seta come abbiam visto; quanto al Coxus ligniperda poi è notabile come l’organo della seta essendo in esso molto discreto, sia enorme lo sviluppo di quelle che si conoscono col nome di glandule salivari, ma che probabilmente sono gli organi secretori della gran copia di gomma che si trova nel bozzolo intorno alla seta sua.

La fibra serica, che esce molle dalla filiera può deformarsi come lo mostra nelle anse della frangia dei bozzoli aperti (fig. 2), poi in tutti i punti, nei quali dei fili diretti obliquamente uno all'altro nel bozzolo, in strati diversi, si soprappongono, poichè a vicenda restano nel punto di contatto suggellati ed impressi, massime poi negli strati interni dove l’aria avendo men libero accesso, la materia serica uscita si secca meno rapidamente. Ma la grossezza, lo stato della superficie di ciascuna fibra dipende probabilmente da qualche disposizione propria o del dutto o dell’apertura comune dell’ultimo tratto di ogni seritterio, o fors’anco di ciascun tubo di questo, da se, quantunque le poche osservazioni che in proposito mi è riuscito di fare non mi chiariscono assai della cosa.

Segue ora l’enumerazione di varie sete studiate pel riguardo della grossezza, della forma, dello stato della superficie delle singole fibre, e della solubilità nei reattivi di rame o di nichelio prima indicati.

Le prime notizie date da me sulla struttura della fibra di diversi animali furono consegnate in una nota accompagnata da una tavola, ed inserita nella Continuazione degli Atti della R. Accademia di Georgofiii T. 3. p. 246 (1856 Firenze).

Riporto qui le indicazioni medesime date allora, aggiungendone altre, secondo osservazioni fatte ultimamente sopra sete di animali esotici o indigeni. Le misure sono prese sulla seta preventivamente trattata colla potassa bollente, e si riferiscono sempre a una, per lo più alla maggiore delle due fibre che vanno insieme unite nel filo.