Pagina:Tartufari - Il miracolo, Roma, Romagna, 1909.djvu/84

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Serena era già arrivata; alla metà del pasto e si era già seduta a tavola senza cerimonie; anzi, assumeva franca un atteggiamento di padroncina, iniziando con Ermanno il giuoco della colezione in trattoria, il quale giuoco consisteva nel battere sui bicchieri con la lama del coltello e nel dire a Titta gravemente:

— Cameriere, una porzione.

Se Titta non era pronto a rispondere, i bimbi s'impazientivano, e Serena batteva sul tondo la forchetta.

— Una bottiglia di vino dolce - ordinava Ermanno, e Titta, malizioso, ridendo fra sè, collocava davanti a loro la bottiglia dell'acqua.

Avevano imparato il bel giuoco un mese prima, facendo colezione a Bagnorea, durante una gita.

Bindo Ranieri intanto s'intratteneva con monsignore sull'ultima enciclica di Sua Santità; grande pontefice, magnanimo pastore, lustro della chiesa, pilota esperto della Navicella di Pietro.

Monsignore, forbendosi la bocca col tovagliolo damascato, piegava lievemente il busto elegante, serbando nel volto una espressione d'impenetrabilità.

— Una enciclica papale è un ordine del giorno rivolto dal capo supremo delle nostre milizie a noi, suoi soldati. Dobbiamo ubbidire, non discutere egli diceva; ma nessuno dei presenti aveva tale perspicacia da comprendere se l'ubbidienza di monsignore trovasse base nel convincimento, ovvero si appoggiasse sopra la disciplina.