Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/143

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Va tutto bene; ma intanto, se non fossi qua io, tu andresti per l'eiemosina, visto che tuo nonno ha risolto il problema di essere ad un tempo avaro più di Arpagone e miserabile più di Giobbe.

— Adesso è morto, mamma — supplicò Flora.

Adriana cambiò argomento. — Dalle tue lettere mi pareva che ci dovesse essere qualche cosa in giro col proprietario della villa Rosemberg... Flora divenne di fiamma e provò lo spasimo acuto che proverebbe un ferito, cui qualcuno strappasse le bende con mano brutale. --- Non parlarmi di questo, mamma, non par larmene. Rosemberg si è sposato tre settimane fa, e credo che passi Pinverno a Firenze. Ecco quanto io so. E lo sgomento provocato in lei dalla rievoca zione di tali memorie fu cosi vivo che le dita tremanti non riuscivano a slacciare il vestito. — Quando io abitavo la casa bianca i Rosem berg erano i più agiati possidenti dei dintorni, Sono ancora cosi ricchi? — domandò Adriana, guardando stranamente la figliuola. — Sì, molto ricchi — disse Flora, la quale, non resistendo al supplizio di quell'interrogato rio, si lasciò cadere affranta sopra una seggiola. Adriana le si avvicinò, le pose ambo le mani sopra le spalle e, chinando un poco il busto verso di lei, disse lentamente: — Allora, se il ragazzo Rosemberg è cosi ricco, tu sei stata una sciocca a lasciartelo sfug gire. Flora sollevò il viso, sempre più attonito.