Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/148

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subito a trarre dalla tastiera gli arpeggi di un brioso accompagnamento:

Vous vie trompes — je le vois bien De vos discours — je n'en crois rieri C'est égal, c'est égal, Ca 11'est pas originai. L'on ne fait que fa Tout le monde cn est là. Trompes moi, trompons nous, C'est un plaisir, 'c'est assez doux .

cantava Adriana a mezza voce, battendo la mi sura con la punta del piede elegantissimamente calzato e accompagnando il ritmo della spigliata musichetta con un lieve oscillar del capo e un dondolar lieve del busto.

— Ecco, ecco — approvò per chiasso l'ono revole — precisamente così: Trompes moi, trom pons nous. L'on ne fait que fa.

Adriana gli lanciò un'occhiata di scherzoso corruccio.

Quanto ad essere ingannato, all'onorevole era successo parecchie volte dacché aveva dimesti chezza con Adriana; quanto ad ingannare, l'ono revole Montefalco ci si era provato, ed era riu scito una sola volta in vita sua: allorché, por tandosi candidato nel collegio del proprio paese, aveva solennemente promesso agli elettori di oc cuparsi dei loro interessi. Egli era stato eletto, aveva abbandonato con gioia, per una parte del l'anno, il focolare domestico, dove sua moglie lo annoiava prodigiosamente da trent'anni, e si era installato alla capitale col portafoglio gonfio di