Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/151

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di misurare la differenza che passa fra la musica di un paese e la musica di un altro!

— Io non ho studiato il pianoforte --· ella ri spose, mentre un velo di rossore le si distendeva sulle gote delicate.

— Ma il francese lo avrà studiato certamente? — domandò il ragazzo, come ammettendo, in via di eccezione, che si potesse non essere all'altezza del genio smisurato di Wagner, ma escludendo, a priori, la possibilità di non sapere il francese.

Il rossore che copriva il volto gentile di Flora si addensò, si diffuse e salì ad accendere persino la fronte.

No, ella non aveva studiato nemmeno il fran cese! A che cosa le sarebbe servito il francese nella casa bianca, fra suo padre che parlava poco, suo nonno, che non parlava mai, e i contadini, che capivano appena l'italiano?

— Dovevo studiarlo una volta — ella disse — ma papà, andando a Pesaro, dimenticò di com perarmi la grammatica e così non l'ho studiato più!

Un sorrisetto di malcelato sarcasmo errò sulle labbra dell'adolescente, e Plora, che se ne avvide, trattenne a stento lacrime di umiliazione.

Due ore dopo Flora si trovava sola nella ca mera di sua madre, quando Camilla entrò e pre mette il bottone della luce elettrica.

La stanza, che era immersa nella penombra del crepuscolo, s'illuminò come per virtù d'incan tesimo e Flora, girando intorno lo sguardo, os servò che i cortinaggi del letto, basso e ampio, erano di seta, e che di seta era anche la traspa rente camicia da notte, che la cameriera dispose accuratamente sopra il guanciale ornato di pizzi.