Pagina:Tartufari - Roveto ardente, Roma, Roux, 1905.djvu/362

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l'anno avanti, dovevano rendere il loro interesse, come di giusto.

Dunque rimaneva evidente che la signora non poteva negare di avere avuto in 'prestito da Pe nelope ottocentonovanta lire, e se la signora avesse detto di averne ricevute soltanto cinquecento, Pe nelope avrebbe sostenuto il contrario al cospetto della intiera corte celeste.

Flora rispose con docilità che ella era pronta a dichiarare di avere ricevuta veramente la somma indicata da Penelope, la quale disse con molta gravità e profonda convinzione che le altre set tanta lire stavano a rappresentare un interesse di favore.

— Sì, si, è verissimo quanto tu dici — annuì Flora, che per ottenere un respiro di otto giorni avrebbe, dichiarato, senza esitare, di aver ricevuto un milione. — Ma tu devi aspettare fino alla vi gilia di Natale alle due.

— Va bene, per farle piacere aspetterò fino alla vigilia di Natale alle due, non un minuto più, non un minuto meno; ma, in questi otto giorni, io voglio in pegno il libro dove stanno i francobolli del cavaliere.

Flora, al colmo del terrore, rifiutò con accani mento, se non che Penelope fu irremovibile al pari di un macigno.

Ella si era informata ed era venuta a cogni zione che il cavaliere possedeva infatti una rac colta di francobolli di molto valore.

Ciò doveva servirle nel caso poco probabile, che il cavaliere avesse avuto la velleità di non far onore alla firma della moglie.

Rimase dunque implacabile nel suo dilemma: o tenere, per otto giorni, il libro coi francobolli