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Pagina:Teoria degli errori e fondamenti di statistica.djvu/255

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13.5 - Applicazione: ipotesi sulle probabilità 239

e che, essendo la stima di massima verosimiglianza data da

p^i=niN

il massimo assoluto di è

(S^)=i=1M(niN)ni=1NNi=1Mnini.

Inoltre, nell'unico punto dello spazio dei parametri che corrisponde ad H0,

(R^)=i=1Mπini

per cui

λ=(R^)(S^)=NNi=1M(πini)ni

dalla quale si può, come sappiamo, derivare una generica regione di rigetto attraverso la consueta k{λ<k}.

2lnλ=2[NlnN+i=1Mni(lnπilnni)]

è inoltre asintoticamente distribuita come il χ2 a M1 gradi di libertà (c'è un vincolo: che le ni abbiano somma N), e questo può servire a scegliere un k opportuno (nota la dimensione del campione) una volta fissata α.

Il criterio di verifica dell'ipotesi dato in precedenza consisteva nel calcolo del valore della variabile casuale

X=i=1M(niNπi)2Nπi

e nel suo successivo confronto con la distribuzione del χ2 a M1 gradi di libertà; lo studio del rapporto delle massime verosimiglianze porta dunque ad un criterio differente e, senza sapere nulla della probabilità di commettere errori di seconda specie, non è possibile dire quale dei due risulti migliore (a parità di significanza).