Pagina:Teotochi - Opere di Canova.djvu/82

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presenta all’inimico il fianco. La Natura, che non ha mai velo per il suo interprete Scultore, lo avvertì della rigidezza dei muscoli che aver doveva Creugante in quel momento; rigidezza sfortunata in vero, poichè a corpo molle ed ozioso la percossa non avrebbe portato danno sì grave, ma naturalissima in chi aspetta un gran colpo, e cerca in essa forza e difesa. Creugante si appoggia alquanto al destro lato, ciò che viepiù rende teso ed esposto il sinistro, in modo che l’effetto terribile di quel colpo si rende verisimile anche agli stessi occhi nostri, malgrado (e sia pur benedetta la tanto dannata mollezza nostra!) che noi mal sappiamo farci una giusta idea della forza, della ferocia, e delle furibonde passioni degli Atleti, e dei loro complici spettatori. Le forme di Creugante manifestano una forza ed insieme una bellezza particolare, e sono, appunto quali si convengono a celebre Atleta, da maestra abbellitrice mano scolpite. La fisionomia regolare, ma severa, e le pieghe fortemente raccolte ed espressive del sopracciglio, ci danno perfetta contezza dello stato violento dell’animo suo. Egli ha però un non so che di patetico nel volto, per cui desidererebbesi vedergli riportar la vittoria.

Damosseno, di più robuste ed erculee membra, ma non però meno belle nella loro perfetta proporzione, sta nell’atto di vibrargli un gran colpo, disponendo tutta la persona nella forte attitudine di chi vuol rendere quel