Pagina:Teotochi - Opere di Canova.djvu/94

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ERCOLE FURIOSO

CHE SAETTA I PROPRI FIGLI

DA LUI CREDUTI

QUELLI D’EURISTEO




basso rilievo in gesso


XXV.

Essendo la orgogliosa Giunone tutta ira nel suo geloso furore, quanto ardente era il donnajuolo suo marito nell’amoreggiare le belle ovunque gli venia fatto di rinvenirle (e fossero esse pure mortali, o Dee, che per tutte egli era di facile contentatura); nè usar potendo essa sempre dell’umiliante conforto di apparirgli bella ornandosi dell’altrui spoglie, solea mettere tutta la malizia ch’è propria del suo sesso, e tutto il livore ch’è naturale alla sciagurata passione della gelosia, nel nuocere alle amanti di suo marito, ed ai figli che da quelle nascevano. Come appunto l’amore, l’odio essendo passione di prima classe fu creduta degnissima di albergare nel petto di quelle antiche Divinità, che a me non pajono in vero che un peggiorativo personificato della razza