Pagina:The Oxford book of Italian verse.djvu/112

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

CINO DA PISTOIA

     Ch’avete in ciel la mente e l’intelletto?
     Li vostri spirti trapassâr da poscia
     Per sua virtù nel ciel; tal è il disire,
     Ch’Amor là su li pinge per diletto.
     35O uomo saggio, perchè sì distretto
     Vi tien così l’affannoso pensiero?
     Per suo onor vi chiero
     Ch’a l’egra mente prendiate conforto,
     Nè aggiate più il cor morto,
     40Nè figuira di morte in vostro aspetto:
     Perchè Dio l’aggia locata fra i suoi,
     Ella tutt’ora dimora con voi.
Conforto, già, conforto l’Amor chiama,
     E Pietà prega: ‘Per Dio, fate resto’:
     45Or inchinate a sì dolce preghiera,
     Spogliatevi di questa veste grama.
     Da che voi siete per ragion richiesto;
     Chè l’uomo per dolor more e dispera.
     Com’voi vedreste poi la Bella ciera,
     50Se vi cogliesse morte in disperanza?
     Di sì grave pesanza
     Traete il vostro core omai, per Dio!
     Che non sia così rio
     Ver l’alma vostra, che ancora ispera
     55Vederla in cielo e star nelle sue braccia:
     Dunque di speme confortar vi piaccia.
Mirate nel piacer, dove dimora
     La vostra donna, ch’è in ciel coronala;
     Ond’è vostra speme in paradiso
     60E tutta santa ormai vostr’innamora,
     Contemplando nel ciel, dov’è locata.
     Lo core vostro, per cui sta diviso,
     Chè pinto tiene in sè beato viso?

112