Pagina:Tigre Reale.djvu/183

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suoi desideri di seduttore stanco e noiato di artifici donneschi. L’immagine agitata e agitante di quell’altra donna tanto diversa, tanto lontana, annebbiavasi, scompariva a poco a poco, ed era strano che quell’uomo amasse per la prima volta sua moglie, con quel medesimo impeto che l’avea trascinato a tutti i fuorviamenti della passione perchè cominciava a sentire che un altro avrebbe potuto essere trascinato, come lui, dall’attrattiva delle qualità assolutamente opposte, da quelle virtù umili e casalinghe, alle quali allora solamente sentiva come si fossero appoggiati inconsciamente il riposo, la tranquillità, la felicità della sua vita.

Nell’anticamera si era incontrato con Carlo; costui l’avea appena salutato; sembrava volesse evitarlo. Erminia era ancora pallida, e avea pianto.

Nessuno saprebbe ridire quello che soffrisse quell’uomo nella mezz’ora che passò vicino alla moglie, la quale celavagli le lagrime, gli nascondeva il cuore, non gli apparteneva più, egli che in fondo avea una gran dose di tenerezza e di bontà, e ch’era stato cattivo soltanto perchè