Pagina:Tigre Reale.djvu/197

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L’altro si strinse nelle spalle: — Cosa vuoi che ti dica?... vedremo domani al cedere della febbre...

Giorgio sedette di botto come se le gambe gli mancassero.

Verso mezzanotte era arrivato un dispaccio urgente da Acireale per Rendona.

— Dite che non posso, rispose costui dopo averlo letto. Telegrafate.

Giorgio ascoltava istupidito; tutta la notte la passò al capezzale dell’inferma senza muoversi; sembrava fosse stato colpito più mortalmente della moglie.

L’indomani la febbre rimesse un poco, il delirio cessò, ma il male si mantenne ancora gravissimo. Tornarono gli altri due medici a consulto.

— Cosa dicono? domandò nuovamente La Ferlita appena se ne furono andati.

— Nulla di nuovo; non abbiamo peggiorato», rispose Rendona.

— È salva! esclamò Giorgio.

— No... non ho detto questo... Vedremo.

Tutto il giorno fu un va e vieni di medici, di