Pagina:Tigre Reale.djvu/212

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 207 —

versare tutti i loro sogni di pace, di amore e di felicità. Giorgio era annichilato: ad un tratto sentì stringersi la mano e si trovò il bimbo che gli era stato messo fra le braccia; il povero Giannino lo guardava sbalordito. La Ferlita con un movimento brusco e improvviso nascose il volto fra quelle piccole braccia, fuggendo una visione terribile, e sentì le braccia di Erminia che gli cingevano il collo.

—Povero Giorgio! mormorava Erminia. Noi t’ameremo tanto! tanto!...

Egli, senza una lagrima, ma pallido come un cadavere, se li strinse entrambi sul petto, forte, e a lungo.



Allorchè il convoglio si fermò a Giarre egli alzò il capo tuttora pallidissimo, guardò al di fuori, respirò con forza; sembrava si destasse da un lungo e penoso sonno. Il funebre treno che li precedeva era scomparso; il fumo svolgevasi ancora lentamente dall’imboccatura della galleria,