Pagina:Tigre Reale.djvu/24

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un ricordo, o una rappresaglia — non più scettica, ma diffidente — guardinga per sè, e spietatamente capricciosa cogli altri.

Dall’incontro di questi due prodotti malsani di una della esuberanze patologiche della civiltà, il dramma dovea scaturire naturalmente, dramma o farsa, come dall’urto di due correnti elettriche. Giorgio effeminato, effeminato nel senso moderno ed elegante, buon spadaccino all’occorrenza, nel quarto d’ora, e tale da giuocare noncuratamente la vita per un capriccio, ma solito ad esagerare il capriccio sino a farne una passione, e solito ad esagerare l’idea della passione sino a renderla realmente irresistibile; fiacco per non aver mai combattuto sè stesso. — Quell’altra con tutti gli impeti bruschi e violenti della passione inferma, vagabonda, ed astratta, però forte e risoluta, col cuore di ghiaccio e l’immaginazione ardente. Egli con tutte le suscettibilità, con tutte le delicatezze, con tutte le debolezze muliebri; ella con tutte le veemenze, tutte le energie, tutti i dispotismi virili.