Pagina:Tigre Reale.djvu/74

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sdegnato vedere ai miei piedi dei prìncipi... e arrivando all’improvviso seppi che durante la mia lontananza egli avea avuto un’altra relazione, e che un’altra... non so chi sia, non volli saperlo, avea profanato la mia memoria e il mio amore. Ripartii senza vederlo, senza fargli un rimprovero; mi ammalai lungo il viaggio, e quando giunsi a Pietroburgo, dissero ch’ero etica. Quell’uomo pure mi amava alla sua maniera, alla maniera di voi altri; ruppe il bando, a rischio della vita, e mi corse dietro come un forsennato. Io ero in letto con la febbre, e l’udii piangere, e implorare, e picchiare della testa sul limitare del mio uscio. In quel momento non seppi più perdonare a quell’uomo che mi uccideva di non avere almeno la dignità della colpa. La mia caduta non avea più scusa, era una cosa ignobile... Avrei voluto salvare almeno il sentimento che mi avea fatto cadere... Allora... — si nascose il viso fra le mani — non vi dirò più altro... Quell’uomo si uccise, come vorreste far voi drammaticamente, con una pistolettata rumorosa... Io, vedete, non sono ancora morta...