Pagina:Tigre Reale.djvu/84

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go di rendermi un vero servigio: procuri di farmi condurre sino alla frontiera dai carabinieri, colla camicia di forza per giunta.

La viscontessa gli tese la mano, fra seria e ironica:

— S’è così, tanto meglio! buon viaggio dunque, e a rivederci.

In quella sopraggiunse il visconte.

— Partite finalmente? Lasciatemene congratular con voi, mio caro; prima di tutto per la vostra carriera, e poi per cento altre cose. — Così, attraversando le sale a braccetto. — Fate benissimo ad andarvene in questo momento; siete l’amante della contessa, lo dice tutta Firenze, è una bella fortuna, non dico di no; ma è anche una bella fortuna finirla a tempo; suo marito potrebbe capitare da un giorno all’altro; certamente che un incontro con lui non vi metterebbe in pensiero, ma sapete, nella vostra posizione bisogna pure aver dei riguardi; un affare di questo genere con tutt’altra persona non vi nuocerebbe, anzi! ma il conte è uno dei beniamini della corte di Pie-