Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/138

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di altre somiglianti cose che da essi esigeva si può vedere il soprallodato Bruckero che questo punto di storia con singolare esattezza ha esaminato. Per ciò che appartiene alle filosofiche opinioni di Pittagora, lo stesso autore dopo aver recate non poche ragioni, come di sopra osservammo, a mostrare quanto grande sia l’incertezza in cui su questo punto necessariamente esser dobbiamo, va diligentemente raccogliendo tutto ciò che da diversi scrittori antichi gli viene attribuito intorno alla filosofia in generale, all’aritmetica, alla musica, alla geometria, all’astronomia, alla medicina, alla filosofia morale ed alla teologia; il che pure dal P. Gerdil con somma diligenza si è fatto (loc. cit.) in ciò singolarmente che alla natural teologia appartiene, e dal Montucla (Hist. des Mathém. t. 1, p. 122, ec.) in ciò che spetta alla matematica. Faticosa non men che inutile impresa sarebbe il voler qui recare ogni cosa ad esame; nè altro potrei io fare che ripetere ciò che da’ mentovati autori si disputa diffusamente; e le questioni in cui mi converrebbe entrare, sarebbono per la più parte inutili e oscure. Quando io avessi riempiute più pagine disputando intorno alla metempsicosi, all’armonia e ad altre somiglianti questioni proprie della pittagorica filosofia, qual frutto ne avrei io raccolto, se non quello di aver inutilmente annoiati i lettori?


Scoperte astronomiche e matematiche in essa fatte. VI. Alcune cose però, che alla matematica e alla moderna fisica appartengono, e dagli antichi scrittori attribuite vengono a Pittagora, o almeno a’ suoi discepoli, voglionsi più