Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/163

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114 parte

ragiona di questa scoperta il co. Mazzuchelli nella Vita di Archimede (p. 18, ec.).


Sue invenzioni ingegnose. XX. Fino a quaranta invenzioni meccaniche attribuivano gli antichi ad Archimede; ma appena ne troviamo alcune indicate negli autori che ci sono rimasti. Sua fra le altre dicesi la vite ossia chiocciola inclinata, in cui l’inclinazione medesima che il peso ha a cedere, sembra impiegata ad innalzarlo. A qual fine fosse ella da Archimede trovata, controvertesi tra gli scrittori. Il Montucla afferma ch’egli immaginolla affinchè gli Egiziani se ne valessero a togliere da’ più bassi terreni quell’acque che il Nilo ritirandosi vi lasciava. Al contrario il Melot sostiene che l’uso a cui da Archimede fu indirizzata, fosse quello di distribuire e compartire pe’ campi le acque stesse del Nilo. In due luoghi, dic’egli, parla Diodoro Siciliano della chiocciola di Archimede; in uno dice che gli Egiziani a questo fine appunto se ne servivano; nell’altro racconta solo che Archimede ne trovò l’uso in Egitto; ed il fine, aggiugne egli, di asciugare le acque stagnanti del Nilo, non è mentovato che dal Cardano, e Diodoro non ne fa motto. Così egli. E certo se noi consultiam Diodoro, noi veggiamo che l’altro uso solamente alla chiocciola di Archimede egli attribuisce per riguardo all’Egitto. Ecco i due passi in cui egli ne parla: Incolae, dic’egli in un luogo (l. 1, p. 40, edit. Amstel. 1746), facile eam (terram) rigant machina quadam ab Archimede syracusio inventa, quae a forma cochleae nomen habet. Nell’altro luogo così ragiona (l. 5, p. 360): Illos aquarum profluxus cochleis, quae Aegyptiae