Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/207

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158 parte

dacchè era nato Demostene. Alcune orazioni da lui composte ancor ci rimangono; più altre ne sono perite. I titoli di queste e le diverse edizioni di quelle veder si possono presso il Fabricio (Bibl. Graec. t. 1, p. 892, ec.). Ma intorno a Lisia veggasi la Vita scrittane da Plutarco, e quella che con somma diligenza ed erudizione ne ha composta Giovanni Taylor, premessa alla bella edizione da lui fatta delle Orazioni di Lisia in Londra l’anno 1739.


E di Gorgia leontino. XVIII. Al medesimo tempo ugual gloria ed anche maggiore, benchè forse con minor merito, ottenne in Grecia un altro siciliano oratore, cioè Gorgia leontino. Andovvi egli, come di sopra accennammo, ambasciatore della sua patria agli Ateniesi per chieder loro soccorso contro de’ Siracusani l’anno secondo dell’olimpiade lxxxvii1, cioè alcuni anni prima del tempo in cui andovvi Lisia, il quale, secondo che di sopra fu detto, dovette trasferirvisi verso l’olimpiade xcii. Quindi è che a Gorgia si attribuisce comunemente la lode di aver il primo condotta l’eloquenza a una perfezione a cui non era per anco arrivata. Il primo saggio ch’ei diede di sua eloquenza, fu il felice esito della

  1. Suida afferma che benchè Gorgia dicasi da Porfirio vissuto circa l’olimp. lxxx, ei fu nondimeno più antico. Ma come egli non ce ne arreca alcuna pruova, così l’autorità di esso non basta a farci cambiare di sentimento. Dice ancora ch’ei fu figlio di Carmantida scolaro di Empedocle, e maestro non solo d’Isocrate, ma ancor di Polo da Girgenti, di Pericle e di Alcidamante elaita che gli fu successor nella scuola.