Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/21

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xx vita

conseguito, anche allorchè nel 1773 intraprese in Modena la pubblicazione del Giornale dei Letterati, continuato poi, coll’opera di molti collaboratori, fino all’anno 1790, in 43 volumi. Esponeva il Tiraboschi il suo parere sulle opere che venivano in luce, senza timore; ma congiungeva la severità de’ giudizi con tanta umanità, e con sì grande rispetto verso coloro, i quali coltivavano le lettere, che niuno, amando il vero ed il retto, poteva dirsene offeso. Piacendogli il pensiero di coloro che in Padova volevano ristampare l’Enciclopedia metodica, molte cose loro somministrò che servirono all’ornamento di quell’opera. Nè fu meno liberale colle Accademie, alle quali era ascritto, inviando ad esse eruditissime Dissertazioni; il che a lui poco costava, perfettamente addottrinato siccome egli era nelle costumanze, nelle leggi, nelle cose appartenenti alle magistrature ed alle religioni, ed in tutte insomma le antiche memorie. Non mancò giammai dal tributare elogi agli uomini illustri, e dal tramandare ai posteri la memoria de’ chiari fatti con latine iscrizioni d’aureo sapore. Prese ancora a difendere alcuni letterati, e sempre il fece con dottrina e modestia; siccome quando in favore di Monsignor Gaetano Marini scrisse contra l’opinione del P. Pietro Paolo Paoli, il quale in certa Iscrizione da lui scoperta ove leggevasi il nome di Antimio, voleva pure ad ogni costo che dovesse intendersi il Pontefice Felice II.

Il Tiraboschi, seguendo il tenore di vita che incominciato aveva fino dalla adolescenza;