Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/237

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188 parte terza

La prima comprenderà lo spazio di cinque secoli intieri; spazio di lunga durata, ma scarso e sterile pe Romani di letterarie lodi. La seconda abbraccerà la durata di circa cento anni, cioè dal fine della prima guerra Cartaginese l’anno 512 fino alla distruzione della stessa città di Cartagine l’anno 607, il quale spazio di tempo si può chiamare a ragione il principio della romana letteratura. La terza finalmente comprenderà lo spazio di oltre ad un secolo e mezzo, cioè dall’anno 607 fino all’anno 766, nel qual tempo la romana letteratura toccò il più alto segno della sua perfezione.

    osservazioni etimologiche invincibilmente dimostrata. In somma io annovero questa tra le quistioni che non si decideranno giammai, e sulla quale perciò mi è sembrato e mi sembra inutile il disputare. Nondimeno io penso (ma senza impegnarmi a difendere il mio pensiero con una lunga dissertazione) che fra tutte le opinioni sia la più verisimile quella che è seguita dal ch. sig. avvocato Giuseppe Antonio Aldini nella bella sua dissertazione de Varia Latinae Linguae Fortuna, stampata in Cesena nel 1775, cioè che la lingua latina avesse una origine somigliante a quella di Roma; e che come questa formossi da diversi piccioli popoli che inque’ contorni abitavano, così dalle diverse lor lingue, o, a dir meglio, da’ diversi lor dialetti si formasse una nuova lingua, la qual da quel popolo prendesse il nome che nella fondazion di Roma ebbe la principal parte, cioè da’ Latini. Ma quali fossero le lingue di que’ tanti piccioli popoli, e qual origine avessero, chi può indicarcelo?