Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/256

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libro secondo 207

Quindi non alla Grecia veramente, ma all’Italia appartiene il vanto di aver dato a Roma il primo autor di tragedie e di commedie latine. Che Andronico poi fosse schiavo di Livio Salinatore, benchè da tutti i moderni autori e singolarmente dal Dacier (I t.2, p. 187) e dal Quadrio (L p. 41) costantemente si affermi, io non ne trovo indicio presso autore antico, trattane la Cronaca Eusebiana; e quando pure ei fosse stato schiavo di un Livio, il che dal nome ch’ei prese rendesi verisimile, pare che non di Livio Salinatore ciò debba intendersi, perciocchè questi non fu console che l’anno 534, ma di alcun altro della stessa famiglia1.


Sue opere teatrali ed altre poesie. IV. Molte favole teatrali egli compose, la più parte tragedie. Tredici sono quelle i cui titoli sono stati dal Fabricio diligentemente raccolti (Bibl. Lat. t.2,l. 4, c. 1). Ma i soli titoli

  1. Il ch. P. Eustachio d’Afflitto domenicano, che una nuova Biblioteca degli Scrittori Napoletani, scritta con eruditone e con esattezza non ordinaria, ha cominciato a pubblicare, conferma e svolge più ampiamente la mia opinione, che Andronico fosse natio della Magna Grecia; e inoltre a maggior gloria di quelle provincie osserva che esse entrano ancora a parte delle glorie degli Etruschi, perciocchè una parte almeno di esse era anticamente nell’Etruria compresa (Man. degli Scritta. Napol. t.i, p. 342). Una nuova spiegazione ha egli data del passo di Svetonio intorno alle scuole tenute da Andronico e da Ennio, e vuole col Casaubono che non Graece, ma Graeca interpretabuntur si debba ivi leggere. Veggasi l’opera stessa, poichè troppo a lungo mi dondurrebbe l’entrare in sì minute ricerche.