Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/255

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206 parte terza

conferma in qualche modo Svetonio, che I chiama (De Illustr. Grammat, c. 1) Ennio e Livio, e più chiaramente Terenziano Mauro: Livius ille vetus grajo cognomine (De Metris). Ma non si potrà facilmente spiegare per qual maniera, se greco veramente era Livio, venisse egli in poter de’ Romani, e fosse loro schiavo, perciocchè niuna guerra e niun commercio aveano fin allora avuto i Romani co’ Greci. È dunque a dire che nativo egli fosse della Magna Grecia, la cui conquista avendo terminata i Romani l’anno 487, come si è detto, egli è verisimile che nelle guerre contra i Romani da que’ popoli sostenute e’cadesse nelle loro mani1.

  1. Per mostrare che Livio Andronico non era veramente greco di nascita, ma italiano nato nella Magna Grecia, ho affermato che se Livio era veramente greco, non si potrà facilmente spiegare come divenisse egli schiavo de’ Romani che non aveano allor co’ Greci nè guerra, nè commercio alcuno. Vi è stato chi mi ha opposto, che essendo allora universale il traffico degli schiavi, poteva Livio ancorchè greco passar nelle mani de’ Romani, comunque essi non avessero comunicazione co’ Greci. Che ciò potesse accadere, io non ardirò di negarlo. Ma non so se si possa additare alcun Greco schiavo in Roma prima di questi tempi. Io ho usato di qualche diligenza per trovar menzione di qualcheduno di essi; ma inutilmente. Chi ha più agio di me, potrà esaminar questo punto più in miramente. E quaunque sia l’esito di tai ricerche, si proverà al più che Livio poteva essere greco, ma non si proverà che il fosse certamente; e il vedere che gli altri poeti suoi contemporanei erano comunemente o della Magna Grecia, o de’ vicini paesi, sarà sempre una non leggera congettura a pensare che di quelle provincie medesime fosse natio ancor Livio.