Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/331

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282 parte terza

gli altri saliti in pregio e in fama, l’uno fatto a impugnazion di Lucrezio, cioè l’Anti-Lucrezio del cardinale di Polignac, l’altro a imitazion dello stesso, cioè la Filosofia Moderna del ch. monsig. Stay, il quale un sistema troppo migliore, cioè quello di Newton, preso avendo a spiegare in versi, ha fatto vedere fin dove possa giungere il valore di un poeta nello spargere di tutte le poetiche grazie le più spinose ei’intralciate quistioni, e nel soggettare la poesia a tutta la precisione e la forza delle filosofiche prove e delle matematiche dimostrazioni.


Traduzione fattane dal Marchetti VI. Moltissime son le edizioni che abbiam di Lucrezio, e molti son quelli che il poema ne hanno o illustrato con comenti, o nelle volgari lingue recato. Si posson veder tutti presso il Fabricio (l. c.). Noi ne accenneremo al fine di questo tomo le principali edizioni. Qui rammenterò solo l’elegantissima traduzione italiana fattane in versi sciolti da Alessandro Marchetti, a cui non credo che abbiano gli Oltramontani a contrapporre la somigliante. L’ab. Lazzarini una severa critica ha pubblicato di questa celebre traduzione (Osservazioni sopra la Merope, ec.), tacciandola qual meno esatta, e il traduttor riprendendo come non abbastanza versato nel sistema di Epicuro; anzi alcuni passi da sè tradotti ci ha egli dati come migliori assai di que’ del Marchetti. Ma questa critica, da qualunque ragione ella movesse, non ha avuto effetto, e nulla ha scemato la stima di cui la traduzion del Marchetti ha sempre goduto. Così avesse questi alla religione e al