Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/564

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XXXI “Agli scrittori di filosofia in questo fapo ricordati voglionsi aggiugnere quattro scrittori d’agricoltura, che vissero sulla fine del seCol d’Augusto, e che dall’eruditissimo consiglier Bianconi, di cui diremo più sotto, ci sono stati indicati (Lettere Celsiane, p. 160,ec.). Essi sono Caio Giulio Igino bibliotecario d’Augusto, di cui in altri luoghi si è detto, e che avea scritto fra le altre cose un trattato delle Api e degli Alveari, Giulio Attico amico di Ovidio, e molto lodato da Columella, il quale due libri avea pubblicati sulla coltura delle Viti, Pomponio Grecino, che un altro trattato avea scritto sullo stesso argomento, e Celso scrittore egli pure di agricoltura, il quale a giudizio del detto autore non dee distinguersi dallo scrittore di medicina „.

Capo V.

Medicina.

I. Dello studio di quest’arte nulla abbiam detto finora, perchè nell’epoche precedenti assai poca materia ci avrebbe esso somministrato a ragionarne. A questo luogo dunque uniremo tutto ciò che ae’esso appartiene; e noi merita partieolar menzione quello assai ingegnoso nlie descrivesi da Vitruvio (/. 9, c. 9). A me basta il qui accennarlo, perchè non sappiamo se 1 invenztou di esso si debba a Vitruvio o aa’altro Romano, o se sia esso pure invenzione di qualche Greco.