Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/99

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50 parte



Scultura esercitata dagli Etruschi. XIV. Nè lode punto minore si acquistaron gli Etruschi nella scultura e nell’arte di fare statue e lavori di qualunque materia. Alcuni

    e vi si osservan tuttor le pitture onde essi gli ornavano. Niuno aveane finora parlato con esattezza, e il primo a darcene una diligente descrizione e stato il Winckelmann nella nuova edizione della sua Opera (t. 1, p. 192); e nelle note aggiunte all’edizion romana si dice che se ne avrà presto un’accurata notizia con tavole in rame dal sig. Byres inglese. Mentre si sta aspettando quest’Opera, in cui sarebbe desiderabile che alla rigorosa esattezza del disegno si aggiugnesse l’espression de’ colori, io mi compiaccio di poter qui recare la descrizione che, dopo aver diligentemente esaminata una di quelle grotte, me ne ha trasmessa, con sua lettera da Corneto de’ 20 di maggio del 1786, il sig. card. Garampi, vescovo di quella città e di Montefiascone, la cui erudizione e il cui ottimo gusto, in tutto ciò che alle belle arti appartiene, è abbastanza noto. Eccomi nel caso, mi scrive egli, di poter soddisfare l’erudita curiosità del sig. cavaliere mio stimatissimo. Corneto è situato su di una collina concatenata con molte altre, che specialmente dalla parte del settentrione e dal levante la circondano. A circa un miglio di distanza da essa e di tre dal mare ne sorge una di quasi eguale elevazione, la quale ha per sommità una spaziosissima pianura tutta piena di macerie, e un tal fondo chiamasi ab immemorabili Tarquinia. Quindi si asserisce che ivi fosse anticamente la cospicua città di tal nome, ch’ebbe anche vescovo proprio almeno fino alle incursioni dei Saraceni de’ secoli vii, viii, ix. Si presume ancora che rimanesse da essi desolata, e che d’allora in poi cominciasse a popolarsi la collina dirimpetto, ch’era di assai più difficile accesso che Tarquinia, e che fu primieramente detta Corgnitum, forse dalla copia dei cornioli o corgnali, e ora Cornetum. La nuova popolazione soggiogò di poi la vecchia, e Tarquinia, sempre più diminuendosi, rimase finalmente territorio dei Cornetani e loro