Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/98

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ne fosse il valore e il pregio, si può bastantemente raccogliere dall’allegato passo di Plinio, che di eccellentissima forma le dice; e ne aggiugne in pruova l’infame uso che voleva farne Ponzio Legato, egli dice, del principe Caio, cioè, come pare che debba intendersi, di Caio Caligola, ovvero, come legge il P. Arduino, lo stesso principe Caio, se esse non fossero state dipinte sul muro. E certo il sol conservarsi intatte e vive per tanti secoli, quanti ne erano corsi dal tempo, qualunque fosse, anteriore a Roma fino all’età di Plinio, che vivea nel nono secolo dopo la fondazione di essa, è una chiarissima prova della loro eccellenza1.

    che si veggono su’ vasi etruschi, si vorranno da alcuni considerare come opera di pittura; il che, quando sia, gioverà a confermare l’eccellenza degli Etruschi in tal arte, poichè è certo che molte se ne incontrano di vago ed elegante lavoro; e se non vogliansi dire pitture, serviranno almeno a provarci la finezza degli Etruschi medesimi nel disegno. Altri forse potranno additare altre pitture che diconsi opere degli Etruschi; e quando si possa provare che tali siano veramente, saranno una nuova pruova della nostra opinione che gli Etruschi in tutti i lavori dell’arte fossero valorosi maestri. V. la Nota seguente.

  1. L’ab. Passeri ha osservato che alcuni vasi etruschi hanno diversità di colori, e fra essi ancora un bellissimo porporino lavorato a fuoco (Picturae Etrusc. in Vasc. t. 1, p. 65), il che può provare che essi sapevano ancora impastare e maneggiare i colori. Un’altra pruova ne posson somministrare le grotte che tuttor veggonsi presso Corneto, ove era già l’antica città etrusca detta Tarquinium. Servivano esse a’ sepolcri,