Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/14

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PREFAZIONE XIII Leggiadra maniera, per vero dire, di censurare gli autori! Riprenderli perchè abbian detto ciò tir essi non d’user inai. Chi potrà mai in tal modo andar esente dalla critica di sì valorosi censori? L’ulti a riflessione che qui ci offre m. Linguet, si è ch’egli oppone a se stesso altri fatti di crudeltà somigliante, che posson render probabile ciò che narrasi di Tiberio, e singolarmente la celebre notte di S. Bartolomeo. Or che risponde egli? Procura ei forse di scemare alquanto l’orrore di questo fatto, o col recare i motivi pe’ quali potè allora credersi lecito, o col mostrare, come ha fatto felicemente qualche moderno scrittore, che non fu sì grande la strage , come da alcuni fu scritto? Se Tacito o Svetonio ci avesser narrata tal cosa di Tiberio ovver di Nerone, Tiberio e Nerone avrebber trovato in m. Linguet un eloquente apologista. Ma Cult crina de’ Medici non ha avuta tal sorte. Egli non sol concede il fatto , ma a renderlo ancor probabile fa di questa reina il più nero carattere che immaginare si possa. Rechiamone le sue stesse parole, perchè non si creda ch’io le travolga, o le esageri. “Cette reine dévouée à i une barbarie voluptueuse, à une superstition cruelle, et de plus dévorée par l’envie de regner” (ib. p. 163). A’ tempi torbidi della Lega si è mai parlato di essa con più orribili espressioni? Così chi riprende gli antichi scrittori di aver parlato troppo mal di Tiberio, parla di una sua reina in maniera che ce la rappresenta peggiore ancor di Tiberio. Ne’ racconti di Svetonio e di Tacito vi ha forse, il ripeto, qualche esagerazione; ma assai poche cose si troveranno, delle quali si possa dire che non sono probabili. Un sovrano d’indole fiera e malvagia, sospettoso, crudele, senza religion che lo freni, corrotto ne’ costumi, in mezzo a un popolo avvilito e depresso, di quali eccessi non è capace? Ma che giova il trattenerci più a lungo nel confutare uno scrittore che, dirollo pure liberamente , non si può leggere senza sdegno? In questo secolo in cui tanto si esaltano i bei nomi di società e di umanità, dovevam noi aspettarci che uno scrittore prendesse non solo a negare (di che sai ebbe a lodarsi, quando l’avesse fatto felicemente) ma a giustificare la crudeltà di Tiberio? E nondimeno udiamo coni’ ei ne