Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/13

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XII PREFAZIONE narra dell1 inlingersi eh’esso fece di non voler accettare l’impero, e del mostrar d’arrendersi finalmente alle preghiere e alle istanze de’ senatori “non tanto ad accettare P impero , quanto a cessar di negarlo , e di farsi pregar più oltre” (Tac. l. 1 Ann. c. 13)? Non è egli questo il carattere di un accorto dissimulatore? fingere di ricusare ciò che più ardentemente si brama. Il più leggiadro si è, che sembra a M Linguet che la maniera con cui Tiberio accettò la corona, secondo il racconto di Tacito, non sia probabile, perchè, dic’egli, dava in tal modo occasione di dubitare s’ei fosse davvero imperadore; e quindi piacendosi di questa ingegnosa sua riflessione, impiega quattro intere pagine a mostrare che le circostanze in cui era. Tiberio, non gli permettevano che lasciasse in alcun modo dubbiosa la sua elezione, come se l’adozione di Augusto, le istanze del senato, e il possesso che tosto prese Tiberio dell’imperiale autorità, non gli avessero assicurato il trono, e non avesser fatto vedere abbastanza ch’egli avea veramente accettato l’impero. Se poi Tiberio era così crudele e implacabile, come M. Linguet cel descrive, perchè non crede egli probabile che tutti in un colpo dannasse a morte coloro ch’erano stati congiunti in amistà con Seiano? Al qual passo due cose singolarmente son degne d’osservazione. La prima si è, che per rendere odioso e improbabile il racconto di Tacito, M. Linguet gli fa dire (t. 1, p. 162) che Tiberio annoiato dalla lunghezza de’ processi e dal numero degli accusati comandò di ucciderli tutti in prigione; e quindi ei lungamente si stende a dimostrarci questa gran verità , che “la malvagità umana non giunge mai a versare il sangue degli uomini solo per liberarsi da qualche noia. Ma dove è mai che Tacito un tal motivo ci arrechi della crudeltà di Tiberio? Ecco le parole di questo storico (l. 6 Ann. c. 19): Inritatus suppliciis cunctos, qui carcere attinebantur accusati societatis cum Sejano, necari jubet. Dunque inritatus suppliciis vuol dire annoiato dalla lunghezza de’ processi e dal numero degli accusati? E questa è dunque la fedeltà e l’esattezza con cui si riportano i detti degli antichi scrittori? E su questa sì fedel traduzione si appoggia l’accusa che si dà a Tacito di averci fatto un iinprohabil racconto l