Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/241

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II. Notine di Velleio Pater» olo. 304 LIBRO gli scrittori ili storia che fiorii’on nell1 epoca eli cui trattiamo. E. Il primo che ci si fa innanzi, perchè prese a scrivere il primo, fra que’ che ci sono rimasti, è C. Velleio Patercolo. Il diligente Enrico Dodwello ne ha descritta cronologicamente la Vita, impresa difficile assai, poichè in niuno degli antichi autori, trattone Prisciano, si trova menzione alcuna di questo storico, di cui nulla sapremmo, se egli stesso non ci avesse qualche volta di sè parlato. Ei dunque pensa e stabilisce con ottime conghietture che Velleio nascesse diciotto anni in circa innanzi all’era cristiana. Discendeva da un’illustre famiglia di Napoli, e tra’ suoi maggiori contava il Celebre Ma gio sì rinomato per la sua fedeltà verso de’ Romani nella guerra di Annibale. Diedesi alla milizia , e combattè in più guerre a’ tempi d’Augusto e di Tiberio, singolarmente in Germania, e vi ebbe onorevoli cariche. Nè mancogli l’onore de’ magistrati civili, essendo egli stato e questore e tribun della plebe e pretore. In qual anno e di qual morte ei morisse, non si può di certo affermare. Ma il vedere che nel fine della sua Storia ei prende ad adular bassamente non sol Tiberio, ma ancora Seiano, rende probabile la congettura di chi pensa ch’ei fosse tra gli amici di questo indegno, ministro, e che perciò egli ancor fosse involto nella rivoluzione che l’anno 31 dell’era cristiana tolse dal mondo e lui e tutti coloro ch’egli avea tratti nel suo partito. Tutto ciò si può vedere ampiamente disteso e provato ne- • gli Annali f^elleiani del mentovato Dodwelio.,