Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/351

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3 I 4 LIBRO come vedremo seguendo singolarmente la scorta di Plinio il Vecchio, a cui io penso che i medici non fossero tenuti molto dell’espressioni di cui egli usò a loro riguardo. Costoro, dic’egli (l. 29, c. 1), bramosi di acquistarsi fama colla novità dei loro sistemi, fanno traffico della nostra vita. Quindi quelle funeste contese de’ medici presso il letto degl’infermi, mentre tutti sono di parere diverso , per non sembrar di accostarsi all’opinione altrui; quindi quella iscrizione che su qualche scpolcro si è posta, in cui il defunto si duole di essere stato ucciso da una turba di medici Ogni giorno si cambia metodo; così spesso noi ci lasciamo aggirare dall’incostanza de’ Greci; e noi veggiam chiaramente che. chiunque tra essi è dotato di eloquenza nel ragionare, si fa tosto arbitro e sovrano della nostra vita e della nostra morte. II. A’ tempi di Tiberio e di Caligola non veggiamo che nuova setta di medici sorgesse in Roma (32). Ma nell’impero di Claudio fu celebre il nome di Vezio Valente, di cui non sappiamo la patria. Ma ei dovette la sua celebrità singolarmente alle disonestà (di Messalina moglie di Claudio, di cui egli fu complice (Plin. ib.), e per cui poscia fu dall’iinperadore (a) lina specie di nuova selta sorse però a questi tempi detta de’ Pneumatici, di cui fu capo Ateneo uscito dalla scuola di Teinisnnc; indi Magno e Agatino di lui discepoli , e Arcliigene scolaro di Agatino. Ma sembra eli’ essa non avesse nè gran nome, nè lunga vita (A. Goulin, Vieni, pour servir à l’Hist.dc la AJédeC. an. 1775,/?. 226, ec.).