Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/352

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

primo 315

dannato a morie (Tue. I. 11 Ann., e. 35). lira egli, come dice Plinio, uomo eloquente; e perciò più facilmente ottenne autorità, e fecesi capo di una nuova setta, di cui però non sappiamo quali fossero i principj (33). Nè punto meno famoso, o, a dir meglio, infame, si rendè Senofonte, benchè non troviamo che nuova setta fosse da lui istituita. Claudio che f avea fatto suo medico, per mostrarsegli grato dichiarò esenti da ogni tributo gli abitanti di Coo patria di Senofonte (Tac. l. 12 Ann. c. 61). Ma il perfido troppo male gli corrispose, poichè non molto dopo fattosi complice di Agrippina, sotto pretesto di rimedio diegli, come si crede, il veleno (ib. c. 67). III. Ma assai maggior nome ottenne in Roma Tessalo nativo di Tralle, perchè di assai maggiore impostura ei seppe usare. Fu a’ tempi di Nerone, e si prefisse di volersi fare autore di un nuovo sistema di medicina, ch’egli pure a somiglianza di Temisone chiamò metodico. Perciò, com’era necessario, tutti prese a combattere i principj de’" medici che l’aveano preceduto , e ad inveire con un cotal rabbioso trasporto contro di essi (Plin. l. c.) senza perdonarla ad alcuno; e per assicurarsi che la sua fama non perisse colla sua vita, fattosi innalzare un sepolcro nella via Appia, diede (a) Lo stesso M. Goulin reca alcuni, a mio parere, assai buoni argomenti per dimostrare che il V e?zio Valente ucciso per ordin di Claudio pe’ delitti commessi con Messalina, è diverso da Valente il medico di cui qui ragioniamo (/. c. , p. , ec.). ni. St$ti ma metodico ritrovato dii Tersalo.