Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/458

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SECONDO 4 2 1 lennc scuola eli gramatica in Roma (Capit. in Pertin. c. 1). Ma sembrandogli questo esercizio sterile e infruttuoso, gittati i libri, si diè all’armi; e dopo varie vicende fatto prefetto di Roma, venne quindi innalzato all’imperiale dignità. Un gramatico divenuto imperadore sarebbe stato probabilmente favorevole alla letteratura. Ma la giusta severità del suo impero irritò i pretoriani avvezzi a non soffrir legge alcuna; e fu da essi ucciso dopo tre non interi mesi di regno. Di pochi giorni più lungo fu l’impero di Didio Giuliano milanese di patria , e pronipote del celebre giureconsulto Salvio Giuliano, di cui altrove abbiam favellato. Ei comperò l’impero da’ pretoriani; ma allora fu che cominciarono a vedersi quelle sollevazioni or in una or in altra provincia, che furon poscia quasi continue, sorgendo da ogni parte uomini ambiziosi della imperiale corona, che formandosi un numeroso partito si volgevano contro de’ loro rivali, e colle stragi si disputavan lo scettro. A me non appartiene il far menzione di tutti; mabasterannni Faccennar quelli a cui venne fatto di stabilirsi sul trono. VI. Settimio Severo fu il successor di Giuliano ucciso dopo tre mesi e sei giorni d’impero. Era egli nato in Lepti città della Libia. Dione dice (in Excerptis) ch’egli era ori ondo delle Gallie; Sparziano (in Sev. c. 1), che i suoi maggiori erano cavalieri romani. Checchè ne fosse, egli fu diligentemente istruito nella greca e nella latina letteratura; e in età di diciotto anni cominciò a declamare pubblicamente (Spart. ib.). Quindi sen venne a Roma per