Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/637

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600 LIBRO Costantino (note 3 sur Costantin). Al contrario il libro contro gli errori de’ Gentili fu da lui indirizzato a’ due fratelli imperadori Costanzo o Costante, o, come in altre edizioni si legge, Costantino e Costante; e qualunque di queste due lezioni noi vogliamo seguire, convien certamente supporre che il libro fu scritto assai prima dell’anno 355, perciocchè Costantino il Giovane morì l’anno 340, e Costante l’anno 350, e quindi egli è necessario il confessare che l’opera astrologica fu composta più tardi di quella a difesa della religione. Se dunque non sembra probabile che un Cristiano fosse superstizioso seguace dell’astrologia giudiciaria, il che certo in quei primi secoli non è a credere, converrà dir veramente che due siano stati presso al tempo medesimo gli autori del medesimo nome. V. Intorno a S. Zenone vescovo di Verona nulla si è stabilito fondatamente fino a questi ultimi anni. Perciocchè quasi tutti seguendosi, come suole avvenire, l’un l’altro, hanno scritto che i Trattati sotto il nome di lui pubblicati altro non erano che una Raccolta di sermoni presi da diversi autori; e molti ancora hanno creduto che egli vivesse a’ tempi dell’imperadore Gallieno. Il march. Maffei è stato il primo che abbia alle cose di questo santo vescovo recata più chiara luce; e poscia gli eruditissimi fratelli Ballerini le hanno rischiarate per modo nella edizione che delle opere di lui hanno fatta l’anno 1739 in Verona, che omai non vi è più luogo nè a questione nè a dubbio (a). (n) Il eli. inonsig. Gio. Jacopo Dionisi canonico di