Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/719

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68a libro da lungo lempo si è estinto, e la condizione infelice de’ tempi non permette sì facilmente di ravvivarlo. II. Nè solo non troviam tra’ Romani alcun celebre medico, ma nemmeno tra gli stranieri , che di questi tempi furon famosi in quest’arte, non ne veggiamo alcuno fissare in Roma la sua dimora. Oribasio nativo di Pergamo in Asia fu caro assai all’imperadore Giuliano, e fu forse il medico che avesse a quest’epoca maggior nome; ma non vi è argomento a provare ch’egli soggiornasse mai in Italia. Anche tra quelli che scrissero latinamente di medicina, non vi ha forse alcuno che si possa credere vivul o in Italia. Marcello soprannomato l’Empirico, nativo di Bourdeaux nelle Gallie, visse in Oriente alla corte di Teodosio il Grande, di Arcadio e di Teodosio il Giovane. Prima di lui fiorì Vindiciano medico di Valentiniano I. Ma egli era africano, e vivea in Africa , come raccogliesi singolarmente da S. Agostino che ne dice gran lodi (Confess. l. 4, c. 3; l. 7, c. 6). Africano ancora fu probabilmente Teodoro Prisciano, poichè confessa di aver avuto il suddetto Vindiciano a suo maestro. De’ quali e di alcuni altri medici di questi tempi, e de’ loro libri, oltre la Storia della Medicina di Daniello le Clerc (part 2, l. 4, sect. 1, c. 23), veggasi il Fabricio (Bibl. lat. l. 4 ,c. 12). S. Girolamo fa menzione di un certo Flavio che a’ suoi tempi avea in versi latini scritti alcuni libri di medicina , ma non dice onde egli fosse natìo, e dove vivesse (l. contra Jovinian.).