Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/160

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PRIMO QCf dallo stesso Triboniano e da Teofilo e da Doroteo ei fè comporre i quattro libri d’istituzioni ossia di elementi della scienza del diritto; e in questa maniera compito il corpo intero della romana giurisprudenza, ne fece l’anno 533 la solenne pubblicazione, comandando ch’esso solo servisse di certa regola in avvenire, e che da’ pubblici professori si dichiarasse non solo in Costantinopoli e in Berito, ma in Roma ancora. Ma questo primo Codice di Giustiniano non ebbe lunga durata. Avea egli già pubblicate verso il medesimo tempo cinquanta decisioni su molte contese che tra’ discordanti giureconsulti soleano sorgere, e avea innoltre dopo la pubblicazione del Codice promulgate, secondo il bisogno, altre leggi. Or le une e le altre andavano in certo modo disperse e disgiunte dal corpo della giurisprudenza. Perciò per mezzo di Triboniano e di altri quattro giureconsulti ei rivide, ed emendò, ed accrebbe in più luoghi il suo Codice, aggiugnendovi così le Decisioni come le nuove Costituzioni; e soppresso l’antico Codice, pubblicò il nuovo l’anno 53 \, che perciò fu chiamato Codex repetitae praelectionis, ed è quel medesimo che noi abbiamo al presente. A questo furon poi aggiunte le nuove Costituzioni che negli anni seguenti da Giustiniano furono pubblicate, e che sembrano essere quelle appunto che abbiamo nel corpo della giurisprudenza sotto il titolo di Novelle Costituzioni divise in nove Collazioni; ed altre aggiunte ancora vi si fecero ne’ tempi avvenire, delle quali non è qui luogo di ragionare. Così tutto) il corpo della romana giurisprudenza fu