Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/241

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XV. Testimonianza del Bayle in difesa di S. Gregorio. »So LIBRO però il Platina ci avverte di non dar fede. A questo aggiugne il Bruckero la testimonianza di F. Leone d’Orvieto domenicano, scrittor; del secolo xiv, il quale in una Cronaca de’ Romani Pontefici pubblicata dal ch. Lami esalta fino alle stelle S. Gregorio per ciò appunto ch’egli alle statue degl’idoli avea mossa guerra, facendo loro troncare il capo e le membra. Io lascio che ognun veda per se medesimo se tali testimonianze bastino a render probabile un fatto che è del tutto inverisimile. Qual autorità avea S. Gregorio su’ pubblici edificj in Roma, che era ancor soggetta agl’imperadori d’Oriente? Sugli antichi monumenti ancora, di cui gl’imperadori dovean esser gelosi e solleciti, avrebbe egli potuto stender la mano, senza che essi altamente se ne sdegnassero ì Noi vedremo in fatti che circa sessant’anni dopo la morte di S. Gregorio 1’imperador Costante venuto a Roma ne portò seco gran copia. Non vi ha dunque nè verisomiglianza nè fondamento alcuno di tale accusa. Io so che Pietro Angelio da Barga sostiene egli pure la verità di tal fatto, cui egli anzi reputa lodevole e glorioso (Ep. de Aedificior. urb. Romae eversoribus, t. 4 Thes. rom. Antiq. Graev.); ma l’affermare non basta, se non si recano autorità e pruove; e queste io non veggo che nè da lui nè da alcun altro scrittore si siano giammai recate. XV. A me pare di aver finora con qualche evidenza sciolte le accuse tutte con cui alcuni moderni scrittori, singolarmente protestanti, han voluto render odioso il nome di S. Gregorio il 1 Grande, in ciò clic appartiene alle bell’arti e