Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/305

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344 LIBRO die non è già l’autiehilà dell’origine, ma il valore e il merito de’ suoi professori, che rendano le università celebri ed immortali. E quella di Pavia è stata sempre, ed è ancora al presente, in questa parte sì illustre, che dee sdegnare il procacciarsi ogni altra gloria fondata su monumenti troppo incerti e dubbiosi (21). So (a) Su questo argomento medesimo si può vedere l’elegante operetta del sig. ab. Angelo Teodoro Villa stampata in Pavia nel 1782, e intitolata: De Studiis literariis Ticinensium ante Galeatium II, vicecomitem, nella quale sostiene egli ancora la mia opinione , e quasi colle stesse ragioni da me arrecate la vien confermando. Ma un valoroso avversario si è poscia contro lui non meno che contro me innalzato, cioè il sig. Sirio Comi , il quale nel suo libro pubblicato ivi pure l’anno seguente e intitolato; Franciscus Philelphus Archigymnasio Ticini’ nsi vindicatus, ha combattuto a lungo questa sentenza, sempre però con quella urbanità e modestia che degli uomini onesti ed eruditi è propria; e si è ingegnosamente sforzato di sostenere la verità del racconto del Monaco di S. Gallo, e della venuta de’ due Scozzesi, e della fondazione di pubbliche scuole a foggia di università fatta in Pavia da Cai lo Magno, Io confesso sinceramente che ho letto il libro con desiderio d’esser convinto d" errore; e cosU’etto perciò a cambiar sentimento: ma che non mi sembra che le ragioni dal valoroso scrittore allegate sian tali che mi possano persuadere, e che anzi parmi di averle già in questo passo della mia Storia ribattute. Io però non voglio qui rientrare in contesa; e rimetto i lettori al giudizio che lor piacerà di recare, quando abbiano lette ed esaminate le ragioni dell’una e dell’altra parte. Che qualche scuola fosse in Pavia, non può negarsi, e io stesso l’ho affermato. Ma che prima della fondazione di quella università fatta nel 1361 vi fossero scuole di quasi tutte le scienze, io non credo che sia finora stato provato, nè che sia per provarsi giammai, e che il sig. Comi alibi«