Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/391

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xxvir. Su« Opere 33o LIBRO fossero state o ommesse , o non bene spiegate, o collocate a’ tempi non loro. Essi ancora hanno in alcune cose fatta l1 apologia di Ralerio, mostrando che comunque ei fosse certamente ambizioso e incostante, fu nondimeno da’ suoi nimici aggravato assai più che non convenisse. XXVII. Le opere di Raterio dividonsi in tre parti. La prima, oltre sei libri intitolati de’ Preloquj in cui tratta dei doveri degli uomini di ogni età e di ogni condizione, opera da lui composta in Paviaj oltre ciò, dico, contiene molti opuscoli di diversi argomenti, alcuni scritti in apologia della sua condotta, e in discolpa de’ delitti che gli venivano apposti; altri su materie canoniche, nelle quali si vede quanto fosse egli versato e dotto; altri appartenenti a storia sacra; altri di sincera ed umile confession de’ suoi falli. La seconda parte contiene le lettere da lui scritte, alcune in materia teologica, ma le più in sua difesa. La terza finalmente alcuni sermoni sacri da lui fatti al popolo. Intorno alle quali opere degne sono di essere lette le prefazioni de’ soprannomati editori chele hanno ancora illustrate con opportune eruditissime annotazioni. In queste opere egli si mostra assai esercitato nella lettura de’ sacri non meno che de’ profani autori, cui spesso viene citando. Egli ha ancora enfasi e forza non ordinaria, ma lo stile n’è duro ed incolto, come nella più parte degli scrittori di questi tempi; e ancorchè ei fosse stato uomo a scrivere con eleganza, i continui viaggi, e le vicende e le traversie che sostenne, appena gliel’avrebbon permesso.